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sabato, febbraio 28, 2004
Mi pareva carino. Se non altro per allontanare il mesto clima che aleggia da un pò di tempo da queste parti. Quindi, solleticato da una piacevole discussione in un forum dove si veniva invitati a fare il verso a Amelie Poulain, ecco la lista semiseria de i miei piccoli piaceri della vita:
- ritrovare intatto l’incanto adolescenziale di fronte a un vecchio fumetto impolverato della marvel - compiere piccoli e impercettibili gesti di autolesionismo sul proprio corpo - i gatti che rufolano e aprono e chiudono le zampette sul maglione morbidoso che stai indossando (purtroppo questo piacere mi è negato) - lasciarsi avvolgere dalla propria solitudine sapendo che la fuori c’è sempre qualcuno pronto ad accoglierti. - la soddifazione nel creare qualcosa di tuo (ma forse questa è qualcosa di più di un piccolo piacere). - i tenerosi biscotti al cioccolato con glassa all’arancio della balsen (e ovviamente il cioccolato in tutte le sue diaboliche manifestazioni) - l’euforia per un gol o per la vittoria della roma che diventa una delle poche emozioni che condividi istantaneamente anche con uno sconosciuto (a patto che sia della tua stessa squadra). - trovare il nostro bisogno di consolazione in un cd, un libro o un film (intesa come possessione consumistica)
giovedì, febbraio 26, 2004
Odio ammetterlo, ma di fronte all'evidente indifferenza sono costretto ad arrendermi. Non biasimo nessuno, probabilmente avrei agito allo stesso modo.
domenica, febbraio 15, 2004
Ricordate quei poster con la scritta: "oggi è il tuo primo giorno del resto della tua vita". Questo è vero per tutti i giorni, tranne uno. Il giorno che muori.
lunedì, febbraio 09, 2004

senza parole :))
osservo: Zatoichi... Dimmi com'è dimmi com'è!!!! Io volevo andare a vederlo ma non ho potuto.. noleggio appena arriva?! :* Oyuki alle 23:03 del 08 febbraio, 2004
Ti rispondo qui fuori, perchè nella finestra dei commenti mi trovo scomodo.
Guarda 'yuki, sicuramente diverso dal Kitano che conoscevo. Per intenderci, non ti aspettare la poesia cromatica/emotiva di Dolls. Zatoichi è un fumetto pulp sulla cultura popolare giapponese. Samurai, geishe, ninja. Ci sta davvero di tutto. Compresa una verve comica ed esilerante che non conoscevo di Kitano. Particolare attenzione alla musica che diventa elemento trainante e che finisce per trasformare il film in una sorta di musical. Dolls l'ho trovato più intimo e intenso, Zatoichi è un film divertente e piacevole. Merita comunque di essere visto, se non altro in videocassetta.
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[piccolo spazio di tifoso giallorosso - stasera godo di gioia]
sabato, febbraio 07, 2004
Un amico mi presta questo libro.
100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P.
Ammiccando, mi dice che racconta le esperienze sessuali di una sedicenne (ovviamente usa toni meno formali e più adatti alla situazione).
Continua riferendomi della presentazione del libro al maurizio costanzo show e di tutto il caso che è stato costruito intorno, tanto da farlo diventare una sorta di bestseller nostrano.
Sono anni che non vedo questo genere di trasmissioni e il mio rapporto un pò anomalo con la televisione mi tiene al confine, direi fortunatamente, da questo tipo di operazioni commerciali. Nonostante tutto, non sono riuscito a sottrarmi all’amico che subdolamente ha solleticato la mia curiosità, presentandomi il confezionato sogno erotico di una lolita ninfomane. Felice di non contribuire a incrementare il conto della signorina (o chi per lei) mi leggo il libro. Si tratta del diario di una viziosa ragazzina della sicilia che nel giro di due anni compie più esperienze sessuali di una donna in tutta la sua vita e che alla fine trova il principe azzurro che la libera “dalla torre dell’orco, dalle grinfie dell’angelo tentatore e dei sui diavoli, e dal mostro androgino”. Ovviamente se questo racconto lo avesse scritto un adulto maschio non avrebbe avuto lo stesso clamore. Rimane il dubbio se il tutto non sia stato abilmente confezionato a tavolino da altri trasformando della spazzatura pornografica come il nuovo caso letterario italiano. Coinvolgente quanto leggersi un rotocalco popolare dal dentista.
giovedì, febbraio 05, 2004
Stasera mi è scivolato un tramonto.
domenica, febbraio 01, 2004
Lisa Germano - Dream glasses off
Hey again I thought that you were my friend Take the dream glasses off And see again
Like before When i opened the door Let the happiness in And closed again
Someday someone Is gonna see you Someday someone Is gonna come through
Death decides when to open your eyes
Go away Would you just go away Go away Go away They go away
Someday someone Is gonna love you Someday someone Is gonna need you, too
And they said when you empty your head you can actually see without your sight
Hey again I thought that i was this friend Took the dream glasses off And saw again
Someday someone Is gonna come through They're all out there Waitin' for you, too
.... questo pezzo mi consuma lentamente
Avevo apprezzato Follia e, nonostante non ami leggere un libro dopo averne visto l’adattamento cinematografico, sono stato completamente ammaliato da Spider. Addirittura ho rivalutato il film di Cronemberg che nella sua bellezza mi aveva lasciato alcuni dubbi. Patrick McGraph ha la grande capacità nel descrivere i percorsi deviati della mente umana, ma mentre in Follia abbiamo il punto di vista analitico dello psichiatra di una clinica per malati mentali, in Spider il protagonista e voce narrante è la follia stessa rappresentata da Dennis Cleg e dalla sua ingarbugliata ragnatela di pensieri insani. Il distorto diario di un trauma analizzato dal malato stesso. ”Incomincio a scrivere ma quando ciò accade, ho la curiosa sensazione di non scrivere, ma di essere scritto” Pagina dopo pagina il diario diventa confuso eppure sempre più rivelatore dei segreti che costringono il protagonista a rifuggiarsi nella zona più inaccessibile della mente. “Il davanti della mia testa non soddisfa il dottore, per cui ha il permesso di entrare in contatto con quello che era il retro, ma che adesso è una sorta di camera occupata da un Dennis Cleg con la “mia storia” – ma Spider non è mai lì! Spider è da un altra parte, anche se il dottore non sospetta nulla – ma lasciate che gli mostri per un solo istante sul giro più esterno della ragnatela in cui vive il mio essere fragile e afflitto, e in quel momento io sono distrutto. E’ così che funziona per me.” Il rapporto (incestuoso?) con la madre, il manicomio, l’onnipresente odore del gas, la putrefazione. Un anima morta su di uno sfondo grigio e piovoso di una londra triste e decadente. Doloroso ma bellissimo.
E adesso una futile pausa evasiva :)
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