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lunedì, marzo 29, 2004
Sono distrutto. Dopo anni di inattività fisica ho deciso finalmente di andare in palestra. Muscoli e sudore, chiappe e pettorali. Energumeni tirati a lucido e ragazzine pronte a partecipare alla prossima edizione di veline. Quello che dovrebbe essere la rieducazione del mio corpo per ora sembra più una valvola di sfogo per la negatività accumulata in questi mesi. Non mi lamento. Non ho la forza per farlo.
domenica, marzo 28, 2004
Current 93 - A Sadness Song
when we touch the world and it falls away when we feel that we're born just to fall apart and our mother lies in state and the broken pitcher glistens and the snow is at the window creating neither sign nor symbol and the earth covers earth and the mud lies in pools
where the sanddunes stretch unbroken and the dry wind bends and sighs and the geese are running harmless and our desires are running wild then we're looking at the smoke that's rising from the incense neither coming here nor going neither heaven here nor hell neither borning here nor birthing neither dying here nor death
and we're wrapped inside our troubles and we're wrapped inside our pain and wracked with fires with longing and our eyes are blind with night with our fingers clutching coins and our thoughts burning with i and our eyes cannot be sated with the world and its nightmares with the world and its dreams though later they'll be filled with a small handful of dust and the Gods appear on the altars and we recognise their face it's a face that we have carved there and it's full of fear and longing and promises and threats but they neither stoop to conquer not do they stoop to praise and the mines are void of diamonds that we carry in our rags
then all the world seems a sadness song and all the world seems a sadness song
lunedì, marzo 22, 2004
Sta per iniziare una nuova settimana. Faccio un profondo respiro e mi rinchiudo nel mio guscio. Ho una gabbia che mi aspetta.
domenica, marzo 07, 2004
Torno a ieri l'altro. Al villaggio Globale sono di scena gli Ensturzende Neubauten. Una folla imprevista ci attende e in parte ci divide. Pessima organizzazione ma ogni pretesa scivola di fronte ai sei euro. Per la gioia di chi sta ancora in fila e l'ira di chi dentro si trova stretto in una morsa umana, il concerto slitta di un ora e mezza. Nell'attesa incontro Mike ed Elisa, faccio qualche telefonata per tentare di recuperare i superstiti e osservo, sorrido e saluto se è il caso, i soliti volti dei concerti e delle passate serate. Un momento prima che la mia insofferenza raggiunga il limite inizia il concerto. Siamo in un tendone circense. Scene del recente Big Fish affiorano inaspettatamente collocando improbabili acrobati e mangiafuochi lì dove Moser e Hacke giocano con la ferraglia. La presenza di Burton solo più tardi verrà rievocata in un gatto (mi piace immaginarmelo nero, visibilmente impaurito e con la coda tutta spelacchiata). Blixa Bargeld, in un completo nero a doppio petto è elegante quanto carismatico. La scaletta propone quasi interamente Perpetuum Mobile e Silence is Sexy con poche incursioni nei lavori passati. Sentire qualche pezzo 'storico' in più non mi avrebbe fatto schifo ma il rimpianto dei pezzi mancanti si sotituisce presto al piacere di ascoltare dal vivo quei bizzarri suoni che nell'ultimo disco riuscivo solo a intuire. Certo, la ruvidità dei martelli pneumatici di kollaps sono solo un ricordo ma è anche vero che con il passare degli anni sarebbe ridicolo non subire evoluzioni. Il teatrino dei rumori si è addolcito e il silenzio è diventato lo spazio per accogliere la morbidezza di uno xilofono tubolare dal suono gommoso o del sibilante e quasi impercettibile suono di un compressore d'aria. Peccato per l'acustica. Penosa per i presenti e irritante per chi si esibise. Avrei tranquillamente pagato una decina di euro in più per ricevere comodità e guadagnare una acustica migliore. Alla fine, stanco, disidratato e con la schiena a pezzi ci dileguiamo tra la folla con la soddifazione (almeno per quanto mi riguarda) di avere visto un buon concerto.
Torno a casa. Dovrei stendermi sul letto e invece accendo il monolito tecnologico. Scaricando la posta mi ritrovo una email inaspettata. Ha l'odore della salsedine esotica e le parole di un mondo irreale. E' stato un vero piacere leggere la mia lontana mamma adottata. :)
Il sabato trascorre quieto e con qualche irritazione: viene rinviata la riabilitazione corporale. Mi consolo regalandomi il dvd di Requiem for a Drean di Aronofski (aspettando che esca anche pi greco) e in serata in compagnia di un distratto boccia (nel tentativo di affittare un horror giapponese si ritrova un insulsa commedia indiana) si finisce per vedere Bowling in Columbine.
Domenica piovosa aspettando il posticipo.
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