domenica, marzo 27, 2005

Non ci credo. Dopo un anno e mezzo ho ripreso a disegnare e, come spesso accade, il tutto è avvenuto in modo naturale.
E' bastato lo schizzo di un omino con le radici (stimolato da Marcone) che tiene un ombrello capovolto in un cielo plumbeo.
Io, accarezzato da una fertile malinconia e dai Pianomagic.
Il resto, in questo giorno di festa, si muove così lontano che non esiste.

mercoledì, marzo 23, 2005

Torno da Vincent Marcone e il suo Pet Skeleton e mi ritrovo a liberare spaventapasseri animati da famelici corvi. Il tutto, come al solito, in una cornice deliziosa. Ammirazione.
Questo è il link > A Murder of Scarecrows

martedì, marzo 15, 2005

Mi sento come se dovessi recuperare il sonno di un migliaio di anni.
Sarà l'arrivo della primavera.


domenica, marzo 06, 2005

Concerto Slint. Bologna. 04.03.05
La vigilia è turbata dal'ondata di mal tempo. Viaggiare in macchina senza catene sembra una follia ma in mattinata gli ultimi dubbi rimangono a casa. Ora la pioggia è alle spalle. Musica, chiacchere e la neve che ci sorprende sull'appennino. Sono in compagnia della mamma, non ha mai visto la neve, sembra una bimba. Arriviamo a Bologna giusto in tempo. Il concerto si svolge in un centro sociale. Una folla scalpita all'ingresso. Poi improvvisamente parte di questo agglomerato umano si riversa su di me, il suo nome è ondarock. Mi ritrovo a stringere la mano a tante persone. Ogni mano ha un volto, ogni volto ha un nome, ogni nome ha un sopranome. Vorrei riuscire a capirci qualcosa, riuscire ad affiatarmi con qualcuno, ma subito mi rendo conto che è un impresa improponibile per le mie capacità comunicative. Lascio subito perdere e mi ritrovo come al mio solito a fare l'asociale. Il cinismo della mamma mi tiene compagnia. Vaghiamo per qualche ora, bevendo una birra annacquata e scambiando parole con amici ritrovati, poi ci riversiamo nel luogo del concerto. Siamo tra le prime file. Ci vuole solo qualche minuto per renderci conto che a nessuno dei due interessa passare le prossime ore della propria vita accalcati l'uno sull'altro. Ci liberiamo dalla morsa umana e continuiamo a vagare. Un altra birra annacquata, e una 'fortuita' tshirt degli slint con il ragnetto a metà prezzo. La mamma tutta contenta si prende la sua maglietta fosforescente e il disco dei Radian.
Ci riavviciniamo al palco e iniziano a suonare proprio i Radian. Sono in tre e vengono da Vienna. Suonano un electro noise concettuale. Li conoscevo distrattamente e subito mi catturano. Dietro di noi qualcuno ha deciso di raccontarci la propria vita. Ci interessa più il concerto e di conseguenza ci spostiamo. Mi piacciono i suoni dei Radian, molto diversi dal disco, più aggressivi, vorrei lasciarmi un pò andare ma mi sono ripromesso di rimanere lucido per il viaggio di ritorno. Finiti i Radian un attesa che pare interminabile. Poi il buio con una malsana filastrocca a tenerci compagnia. Nell'aria sento un forte odore di brodo di carne. Mi viene vogli di tortellini al brodo. Non so, sarà la fame. L'attesa dell'evento si fa sempre più pronunciata. Gli Slint sono considerati un vero e proprio gruppo seminale per tutto il postrock che è seguito negli anni novanta. All'attivo hanno due dischi. L'ultimo, Spiderland, che risale al 1991, è una vera e propria pietra miliare. Musica quasi catatonica fatta di ballate malinconiche e disperate. Ci siamo. Si accendono le luci. For Dinner è il primo pezzo. I suoni sono potenti, puliti a tratti quasi devastanti. I pezzi si susseguono tra quelli di Tweez, forse un pò troppo hardcore per i mie gusti, e quelli di Spinderland. In alcuni momenti mi pare di ascoltare il disco per quanto l'esecuzione è simile all'originale. La mamma ha bisogno di ossigeno, ne approfittiamo per una pausa. Ci ritroviamo in corridoio a guardare la gente. Tutto è molto buffo. Mi rilasso ma il mio orecchio vigila. Ritorniamo dentro e, appena in tempo per riposizionarsi al meglio, vengo catturato da un finale strepitoso con Washer e Good Morning, Captain. Sono stanco ma appagato. La paura di una delusione si è dileguata definitivamente. La mamma mi trascina fuori, avverto la sua stanchezza, la mia bussa sulla schiena subito dopo. Ci attende il viaggio di ritorno. Prima di andar via vorrei salutare i miei amici virtuali, quelli di OR ma subito mi rendo conto che l'impresa è impossibile. Mi accontento di salutare gli amici reali e mi dileguo. Saliamo in macchina, vado dritto lungo la strada e ci ritroviamo miracolosamente in autostrada. Sono subito in un autogrill a ponte per un robusto caffe. Suono le tre compilation notturne che mi sono fatto per affrontare il viaggio. Per molti chilometri sono l'unica macchina in mezzo a tanti camion, tir e carrimerci dondolanti. Le luci della segnaletica tentano di ipnotizzarmi. La mamma si addormenta. Io vado avanti per un bel pò, poi inizio a vedere i mostri. Mi fermo in un autogrill e mi concedo un pò di riposo. Un ora, forse di più, Ci riavviamo. Quando siamo in prossimità di Roma è ormai l'alba. Ci accoglie una città assonnata. Vado a letto con la consapevolezza di venir svegliato dopo qualche ora. Poco importa, sono contento perchè mi rimane impigliato tra le lenzuola un sorriso e l'eco di un concerto che non dimenticherò facilmente.